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ORTO SOCIALE MELVIN JONES
TANTO LAVORO PER NIENTE???


L’orto “Melvin Jones”, in via Emanuele Sulsenti, fino a due anni fa ancora non esisteva.
Al suo posto c’era solo un grande spiazzo di terra incolta che, grazie all’impegno di alcune associazioni (in primis l’Anffas), è tornata a nuova vita, assumendo anche senso e significato per i suoi instancabili coltivatori: cura, lavoro, uguaglianza, inclusione.
Da allora, infatti, i ragazzi dell’associazione si occupano con costanza della coltivazione dell’orto (con la vendita dei frutti delle loro “fatiche” direttamente sul posto o ai mercati cittadini, con la cura e alla pulizia dell’area antistante), in un circuito virtuoso che ha unito la riqualificazione dell’area allo svolgimento concreto di un’attività lavorativa.
Non tutti però sembrano apprezzare questa nuova realtà.
Da un po’ di tempo, per inspiegabili ragioni, ignoti forzano la manovella che regola l’irrigazione dell’orto (specie nelle ore serali), impedendo l’arrivo dell’acqua e rischiando quindi di vanificare il lavoro e l’impegno dei ragazzi dell’Anffas.
Al ripetersi dell’”incidente”, infatti, grande è stata la delusione dei ragazzi, che si sono sentiti ingiustamente sabotati nello svolgimento di un’attività che nulla toglie a nessuno ma che, al contrario, soltanto dà: dà alla comunità una nuova risorsa, che tra l’altro incentiva il commercio biologico, nostrano e a km 0; dà alle aziende che con l’Anffas fanno rete; dà soprattutto a dei ragazzi quella dignità e quell’autonomia che solo il lavoro può dare.

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