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#pulmino

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BARRIERE O NON BARRIERE
QUESTO E IL DILEMMA

Nessun dibattito, tra quelli legati alla disabilità, è più ricorrente (e, aggiungiamo, inutile) di quello sulle barriere architettoniche.

Ciclicamente, infatti, un po’ come con la prova costume, torniamo a “cospargerci il capo di cenere” sull’inaccessibilità dei nostri territori, sperando che dai nostri proclami nascano automaticamente rampe e scivole (naturalmente a costo zero).

Nel frattempo nulla cambia.

Permetteteci di portare qualche esempio del nostro distretto: pensate alla sede dell’INPS (sfortunatamente uno dei luoghi che chi ha una disabilità si trova a dover frequentare regolarmente), immaginatevi su una sedia a rotelle ed il paradosso è servito.

Del resto, la stessa amministrazione Giannone, a Scicli, ha dimostrato che l’accessibilità non è di casa nemmeno nel luogo pubblico per eccellenza, il Comune, cui si accede tramite un’elegante scalinata.

Abbiamo già avvertito la RAI che il Commissario Montalbano non accetta denunce da parte delle persone con disabilità.

E che dire di Modica e del fermento culturale che anche in Provincia l’hanno tanto distinta… “accessibilità? no grazie” potrebbe essere il nostro motto, e questo è sotto gli occhi di tutti, peccato che siano arrivate alle nostre orecchie lamentele su un evento a durata limitata (per chi se lo stesse chiedendo si tratta della “La casa delle farfalle”), quando eventi, luoghi, servizi presenti in pianta stabile in tutti i Comuni del Distretto sono da sempre inaccessibili, probabilmente lo rimarranno, e questo non stupisce né indigna nessuno.

Tenga a mente chi ci legge che, sinora, ci siamo soffermati sulla sola disabilità fisica non osando nemmeno accostarci, se queste sono le premesse, alle barriere culturali che ostacolano chi ha una disabilità sensoriale o intellettiva.

Ci piacerebbe continuare ma preferiamo lasciare alcune considerazioni al prossimo dibattito sulle barriere, da tutti odiate ma da nessuno abbattute, che siamo certi arriverà presto.

Articolo realizzato con la collaborazione di Antonio Blandino, auto-rappresentante di Anffas onlus Modica.

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